| Rapporti di collaborazione
Si tratta del cosiddetto lavoro parasubordinato, che comprende la prestazione occasionale e la collaborazione coordinata e continuativa.
In questi casi non si deve aprire la partita IVA o iscriversi ad albi professionali.
Un contratto o un accordo individuale, che non deve essere per forza redatto in forma scritta, definiscono le prestazioni richieste, le modalità di esecuzione, la durata e la retribuzione.
Collaborazione coordinata e continuativa
Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa riguarda quelle persone che prestano anche per periodi brevissimi la loro professionalità, in maniera autonoma, per conto di un committente.
I contenuti del contratto sono determinati dalle parti. L'attività che viene svolta è coordinata con quella del committente ma il lavoro è prevalentemente persona e non c'è vincolo di subordinazione nei confronti del committente.
La collaborazione coordinata e continuativa è disciplinata nel nostro ordinamento soltanto dal punto di vista fiscale.
NOVITA' introdotte con il collegato alla finanziaria 2001 (l.342 del 21/11/2000)
Dal 1° gennaio 2001 i compensi per le collaborazioni coordinate e continuative sono equiparati ai redditi da lavoro dipendente.
Sono state inoltre abrogate le precedenti disposizioni che qualificavano questi redditi nella categoria del lavoro autonomo e quelle che imponevano la ritenuta d'acconto del 20% e che consentivano la detrazione del 5-6% quali costi forfettariamente calcolati.
L'inquadramento dei redditi nella categoria del lavoro dipendente comporta per i committenti:
l'applicazione, anziché della ritenuta del 20%, della ritenuta in base agli scaglioni di aliquote, sia per l'IRPEF che per le addizionali,
calcolare le detrazioni d'imposta;
calcolare le detrazioni per carichi di famiglia ed effettuare eventuali congua...leggi
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